Quando più persone partecipano alla stessa società, definire con chiarezza i rispettivi diritti e le regole decisionali è essenziale per prevenire conflitti e rendere più stabile la gestione dell’impresa. Due degli strumenti che possono intervenire nella regolamentazione dei rapporti societari sono lo statuto e i patti parasociali.

I due documenti, però, non sono equivalenti. Lo statuto disciplina il funzionamento della società, mentre il patto parasociale nasce da un accordo tra alcuni o tutti i soci e regola i rapporti tra i soggetti che vi aderiscono. Capire questa differenza è importante soprattutto quando occorre decidere dove inserire regole relative al voto, alla circolazione delle partecipazioni o agli equilibri tra i soci.

Che cos’è lo statuto e quali rapporti disciplina

Lo statuto contiene le norme che regolano il funzionamento della società. Nel caso della società per azioni, l’articolo 2328 del Codice civile stabilisce espressamente che lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società costituisce parte integrante dell’atto costitutivo, anche quando viene redatto come documento separato.

Al suo interno possono quindi trovare spazio disposizioni riguardanti l’organizzazione societaria, le modalità di assunzione delle decisioni, il funzionamento degli organi sociali e, nei limiti consentiti dalla legge e in relazione al tipo societario, regole relative alle partecipazioni.

Lo statuto appartiene alla struttura organizzativa della società. Proprio questa caratteristica rappresenta una delle principali differenze rispetto ai patti parasociali.

Le clausole statutarie, inoltre, seguono le regole previste dalla legge per la loro introduzione e modifica. Questo rende lo statuto lo strumento naturale quando si vuole incidere stabilmente sull’organizzazione della società e non semplicemente disciplinare un impegno personale assunto tra determinati soci.

Che cosa sono i patti parasociali e a cosa servono

I patti parasociali sono accordi attraverso i quali alcuni o tutti i soci regolano determinati aspetti dei loro rapporti senza necessariamente inserirli nello statuto.

Nelle società per azioni, l’articolo 2341-bis del Codice civile prende espressamente in considerazione, tra gli altri, gli accordi che hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto, quelli che pongono limiti al trasferimento delle azioni o delle partecipazioni nelle società controllanti e quelli diretti a esercitare, anche congiuntamente, un’influenza dominante sulla società.

Un esempio tipico è rappresentato dai cosiddetti sindacati di voto. Due o più soci possono accordarsi sul comportamento da tenere in assemblea rispetto a determinate decisioni. Altri accordi possono invece disciplinare la circolazione delle partecipazioni o contribuire a mantenere determinati equilibri nella compagine sociale.

La caratteristica essenziale è la natura contrattuale dell’accordo. Il patto vincola i soggetti che lo hanno sottoscritto e permette quindi di disciplinare interessi specifici dei soci aderenti senza trasferire automaticamente quelle regole sul piano dell’organizzazione societaria.

Per i patti rientranti nell’articolo 2341-bis sono previste anche specifiche regole sulla durata: non possono avere durata superiore a cinque anni, sono rinnovabili alla scadenza e, se stipulati a tempo indeterminato, consentono a ciascun contraente di recedere con un preavviso di centottanta giorni.

Qual è la differenza tra statuto e patti parasociali

La differenza principale riguarda il piano sul quale operano i due strumenti. Lo statuto stabilisce le regole di funzionamento della società; il patto parasociale disciplina invece gli impegni contrattuali assunti dai soci che lo sottoscrivono.

Questa distinzione produce conseguenze concrete. Una regola statutaria deve essere valutata nell’ambito dell’organizzazione societaria e nel rispetto delle norme applicabili al tipo di società. Un patto parasociale, invece, consente ai partecipanti di assumere obblighi reciproci mantenendo l’accordo sul piano contrattuale.

Anche l’eventuale violazione opera quindi su piani differenti. L’inosservanza di un patto parasociale può determinare conseguenze nei rapporti tra i contraenti secondo le regole applicabili all’accordo, ma non equivale automaticamente alla violazione di una clausola statutaria.

Un’altra differenza riguarda la flessibilità. Il patto parasociale può essere particolarmente utile quando soltanto alcuni soci vogliono coordinare determinati comportamenti oppure quando si vuole regolare un equilibrio specifico senza modificare l’assetto statutario.

Lo statuto, al contrario, è più indicato quando la regola deve appartenere stabilmente all’architettura organizzativa della società.

Quando conviene utilizzare lo statuto e quando un patto parasociale

Non esiste una soluzione valida in assoluto. La scelta dipende dalla natura della regola che si vuole introdurre, dagli interessi coinvolti e dagli effetti che i soci intendono ottenere.

Se l’obiettivo è disciplinare il funzionamento della società in modo strutturale, può essere opportuno intervenire sullo statuto. Se invece alcuni soci vogliono coordinare l’esercizio del voto, regolare determinati comportamenti reciproci o stabilire accordi sulla circolazione delle partecipazioni, il patto parasociale può offrire uno strumento più adatto, sempre nel rispetto dei limiti previsti dalla legge.

La distinzione diventa particolarmente importante nelle società con più soci, nelle imprese familiari, nelle operazioni che comportano l’ingresso di nuovi investitori o quando esistono partecipazioni con pesi differenti. In questi casi, una regola formulata in modo poco preciso può produrre effetti molto diversi a seconda che venga inserita nello statuto oppure affidata a un accordo separato.

Per questo, prima di scegliere lo strumento è utile esaminare l’assetto complessivo della società nell’ambito del diritto societario, eventualmente ricorrendo a competenze che comprendano anche il diritto commerciale e sovraindebitamento, così da valutare la coerenza delle clausole con la struttura societaria e con gli obiettivi dei soci. Per maggiori informazioni, visita il sito studiopazzaglialex.it dell’avvocato Alessandro Pazzaglia.

Statuto e patti parasociali possono quindi convivere e svolgere funzioni complementari. Il primo definisce l’assetto organizzativo della società; i secondi permettono di regolare specifici equilibri e impegni tra i soci aderenti. La questione decisiva non è stabilire quale dei due strumenti sia migliore in assoluto, ma individuare quale sia giuridicamente più adatto all’effetto che i soci vogliono ottenere.