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Si scrive quest’editoriale in un periodo in cui basta entrare in qualsiasi supermercato per vedere esposta l’avvertenza circa la presenza di prodotti vegetali che potrebbero scatenare,in soggetti predisposti,crisi emolitiche acute. Si tratta spesso di indicazioni incomplete o fuorvianti che non aiutano il consumatore a farsi un’idea precisa sui rischi.

Ma noi, da bravi addetti ai lavori, disdegnamo tali avvertenze perché tanto sappiamo benissimo di cosa si sta parlando, fa parte del nostro bagaglio culturale.Anzi, lo sanno tutti. Basta perfino andare in Internet, inserire la parola chiave “favismo”, ed ecco apparire una lunga lista di informazioni.Tuttavia proviamo un attimo a riflettere su ciò che ad esempio ci dice il primo sito della lista trovata da “Google”:“....La crisi è scatenata quando il soggetto fabico assume (o inala i vapori di) fave, piselli, Verbena hybrida, altri particolari vegetali, sostanze (naftalina, trinitrotoluene) o alcuni farmaci (antipiretici e analgesici, antimalarici, sulfamidici, salicilici, cloramfenicolo, alcuni chemioterapici,chinidina,menadione,blu di metilene ecc.).Tutte queste sostanze inibiscono l’attività dell’enzima, aggravando una situazione già carente di per sé...”

Ecco che le nostre certezze iniziano ad indebolirsi, soprattutto nel vedere tra le possibili cause scatenanti i piselli (ma non erano solo le fave?) e addirittura la Verbena hybrida ed “altri particolari vegetali”.

Quanto detto serve ad introdurre due concetti: primo, che una sostanza di origine vegetale può, come qualsiasi altra introdotta nel nostro organismo, determinare la comparsa di effetti diversi da quelli attesi. Secondo, che la conoscenza media della classe medica rispetto a erbe medicinali e principi attivi vegetali è piuttosto scarsa, a causa di un tipo di formazione da questo punto di vista largamente inadeguato.

Purtroppo questi due fattori si inseriscono in un momento storico in cui il ricorso a sostanze di origine vegetale a scopo salutistico è sempre più massiccio, dettato dall’idea, spesso fuorviante, che “naturale” sia sinonimo di innocuo.

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tratto da agenziafarmaco

Estrarre il succo dalla polpa dei ravanelli, cuocerlo in un pentolino con un uguale quantitativo d'acqua fino a che comincia a bollire.

Prenderne una volta al giorno oppure ogni due giorni.

Il ravanello ha azione benefica per i reni e bere questa bevanda nella dieta anticellulite un ottima azione d'urto.
le proprietà diuretiche dell'anguria sono usate ovviamente in estate, spremere la polpa di un pezzo di anguria e far bollire il succo ricavato fino ad ottenere una densità simile agli sciroppi.

Diluire un cucchiaio di sciroppo in una tazza d'acqua e bere questa bevanda due volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti.

 

 

Termine usato in neurochirurgia per designare tutte le manifestazioni morbose che avvengono in maniera improvvisa, procurando un danno cerebrale che spesso conduce a morte, dovuto a un blocco o a un'emorragia dei vasi sanguigni cerebrali.

 

 

SINTOMI

 

L’ictus si manifesta solitamente con una perdita di coscienza improvvisa o un offuscamento della stessa, a cui può far seguito una paralisi generalmente a un solo lato del corpo (emiplegia) e disturbi della parola. La potenziale vittima presenta spesso ricorrenti segni premonitori di paralisi transitorie, ad esempio a un braccio o a una gamba, o su un lato del volto (angolo della bocca paralizzato e pendente), oppure deficit della parola, della vista, difficoltà nella deglutizione (disfagia), nausea, vomito, ecc. La sintomatologia è tanto più evidente in rapporto all'estensione dell'area cerebrale colpita.

 

 

CAUSE


L'ictus è determinato da un disturbo improvviso della circolazione sanguigna (ischemia) a livello celebrale. La causa della maggior parte degli ictus è dovuta a ostruzione delle arterie carotidi con conseguente interruzione del flusso ematico cerebrale, oppure ad occlusione di un vaso del cervello da parte di un trombo o di un embolo. La conseguente insufficienza d'ossigeno porta a un deficit delle funzioni nervose. Se la circolazione sanguigna non viene ripristinata rapidamente, il tessuto cerebrale interessato muore.

Nell'emorragia dei vasi cerebrali, che si manifesta con minore frequenza, il sangue che fuoriesce da un vaso rotto penetra nel tessuto cerebrale e lo danneggia, determinandone poi anche la morte. Un ictus causato da un'emorragia celebrale si manifesta all'improvviso senza alcun sintomo.

 

 

CURA

 

Il trattamento dell'ictus è basato molto sulla prevenzione. Un paziente colpito da ictus deve essere immediatamente ricoverato in ospedale, in rianimazione, e sottoposto ad una terapia antiaggregante ed anticoagulante per assicurarne la sopravvivenza e ridurre il più possibile le complicazioni di tipo neurologico. Infatti, un ictus può essere spesso fatale se non si interviene con la dovuta celerità. Nei soggetti che riescono a superare questa fase, risultano essere indispensabili dei trattamenti fisioterapici tali da permettere il recupero delle attività motorie compromesse e assumere acido acetilsalicilico per la prevenzione di ulteriori episodi. Altrettanto importante è l'identificazione e il trattamento dei fattori di rischio (ipertensione, iperlipidemia, ipercolesterolemia, fumo, diabete, arteriosclerosi localizzata alle carotidi, alterazioni del ritmo cardiaco) per evitare ulteriori episodi d'ictus.
Quando la patologia si manifesta con i sintomi iniziali sopra descritti, è spesso possibile ricorrere alla chirurgia, intervenendo sui depositi accumulatisi nelle arterie cerebrali, con tecniche come la chirurgia-laser e i by-pass microchirurgici.

 

 

 

 

Quando, per un motivo qualsiasi, la struttura del cristallino (la piccola lente contenuta nell'occhio) si modifica, si assiste a processi di opacizzazione, parziale o totale. Questa condizione viene definita cataratta e comporta un abbassamento della vista. Alcune cataratte sono congenite e possono essere trasmesse ereditariamente, mentre la maggior parte sono acquisite, cioè compaiono dopo la nascita, solitamente nell'età anziana.

La cataratta senile è la forma di cataratta più diffusa, in quanto, con l'età, il cristallino diviene progressivamente più duro nella sua parte centrale e contemporaneamente riduce la capacità di mettere a fuoco le immagini da vicino (presbiopia). Molte persone che hanno superato i 50 anni e che hanno una cataratta di media entità, non necessitano di un'immediata rimozione, in quanto essa, generalmente, si manifesta prima in un occhio e poi nell'altro, per cui la vista non è ridotta completamente.


CAUSE

La cataratta è un disturbo per lo più legato all'invecchiamento. Le cause delle forme di cataratta acquisita possono essere molteplici: malattie quali diabete, gotta, artrite cronica, nefrite, ulcere corneali infette, e cause traumatiche quali violente contusioni e colpi sull’occhio, punture di insetti o ferite provocate da oggetti acuminati sul globo oculare, ecc.

SINTOMI


Generalmente questo tipo di disturbo è indolore. I primi sintomi dell’affezione consistono in un leggero annebbiamento della vista, nella visione di macchioline scure che vanno dalla parte esterna fino al centro del cristallino, o di punti, che alla fine opacizzano l'intero cristallino. Infatti, molte delle persone affette da questa patologia hanno la sensazione di guardare attraverso un vetro opaco o di un velo che ricopre l'occhio.

Un altro sintomo consiste nella percezione doppia o multipla (diplopia o poliopia) di un singolo oggetto. Altro sintomo è la riduzione progressiva della capacità visiva da vicino, da lontano o in entrambe le situazioni, in modo che gli oggetti o le persone vengono visti come dietro un vetro smerigliato.

Altri, invece, riferiscono fenomeni di riverbero alla luce del sole o di cattiva visione notturna.

DIAGNOSI

Nella maggior parte dei casi la cataratta richiede anni per svilupparsi. A volte causa disturbi già ai primi sintomi; altre volte, invece, passa inosservata per mesi senza creare fastidi. L'opacamento del cristallino può interessare una piccola zona, oppure coinvolgerlo interamente, riducendo drasticamente la vista. Di conseguenza, quanto più la malattia viene individuata in modo precoce, tanto più è possibile intervenire con successo. Per diagnosticare la cataratta basta una visita specialistica ambulatoriale, rapida e indolore. L'oculista utilizza la biomicroscopia del segmento anteriore o esame della lampada a fessura. Attraverso questa indagine specifica, si controlla l'occhio della persona al microscopio per vedere lo stato del cristallino e, di conseguenza, accertare o meno la presenza di cataratta.

TERAPIA


Attualmente non esiste un trattamento medico o farmacologico che riesca a prevenire o a evitare la formazione della cataratta, in quanto i farmaci a disposizione non sono in grado di risolvere il problema. Essi, infatti, riescono solo (e non sempre) a tenere sotto controllo la malattia e a evitare che possa peggiorare. Per ottenere dunque un buon recupero della vista, si ricorre alla chirurgia, asportando la struttura malata e sostituendola con un cristallino artificiale, oppure possono essere impiantate delle lenti correttive con la stessa capacità del cristallino asportato, che consentono di riacquistare una buona capacità visiva. Questo intervento chirurgico è ormai considerato di routine: ogni anno, infatti, circa 250.000 persone vengono sottoposte a intervento di cataratta e, nella maggior parte dei casi, i risultati sono ottimi.

La tecnica più nuova, rapida e sicura è la facoemulsificazione, una metodica che assicura anche una guarigione più rapida e un recupero più veloce della visione. Con questa tecnica, la cataratta viene frammentata e contemporaneamente rimossa mediante un sistema di irrigazione e aspirazione dei frammenti. Dopo l'asportazione del cristallino naturale, avviene l'impianto di piccole lenti sostitutive sintetiche nella camera posteriore dell'occhio (lo spazio intrabulbare compreso tra l'iride, il corpo ciliare e il cristallino).

Questo intervento viene solitamente effettuato in ambulatorio o in day-hospital, generalmente in anestesia topica (tramite colliri anestetici) o locale (si somministra un sedativo per via generale allo scopo di rilassare l'individuo e successivamente si inietta un anestetico nella zona circostante l'occhio). Terminata l'operazione, che dura in media 6-7 minuti, il recupero visivo è pressoché immediato e dopo circa un'ora (o comunque in giornata) è possibile tornare a casa. Inoltre non occorre bendare l'occhio operato, è sufficiente proteggerlo con degli occhiali da sole, che lo proteggono da eventuali traumi.

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INFORMAZIONI SU Ribera

  • REGIONE: Sicilia
  • PROVINCIA: Agrigento
  • PREFISSO: 0925 CAP: 92016
  • SUPERFICIE: 119kmq
  • POPOLAZIONE: 19589
  • Popolazione Straniera: 369
  • ABITANTI: riberesi
  • FESTA: 06 dicembre
  • PATRONO: San Nicola
Pubblicazione di Matrimonio del 01-09-2015
Published: Settembre 02, 2015 Category: Matrimoni

SPOSO

SPOSA

AMARI STEFANO

CANZERI GIUSEPPINA                  

nato in RIBERA    

nata in RIBERA

li 05.12.1978

li 29.05.1976

Pubblicazione di Matrimonio del 20-08-2015
Published: Agosto 21, 2015 Category: Matrimoni

SPOSO

SPOSA

BORSELLINO LUCA

VITABILE MARIANTOMETTA                   

nato in PALERMO     

nata in RIBERA

li 15.11.1980

li 20.06.1993

Pubblicazione di Matrimonio del 11-08-2015
Published: Agosto 11, 2015 Category: Matrimoni

SPOSO

SPOSA

GIUFFRIDA FILIPPO    

CAVALCA ROSA                    

nato in RIBERA           

nata in RIBERA

li 09.08.1983

li 15.07.1985

Pubblicazione di Matrimonio del 27-07-2015
Published: Luglio 28, 2015 Category: Matrimoni

SPOSO

SPOSA

LEONE ANTONINO     

GIORDANO GIUSY DESIREE 

nato in SCIACCA              

nata in RIBERA

li 10.03.1987

li 04.11.1991

 

SPOSO

SPOSA

MICELI CALOGERO     

DI GRADO MARIACONCETTA

nato in RIBERA           

nata in RIBERA

li 05.10.1982

li 10.12.1986

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